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Guidebook for Pont-Saint-Martin

Ilaria

Guidebook for Pont-Saint-Martin

Sightseeing
È un’imponente testimonianza della romanizzazione della Valle d’Aosta. Incerta la sua datazione: per alcuni sarebbe stato costruito verso il 120 a.C., per altri nel 25 a.C. Il ponte Ancorato alla viva roccia da entrambi i lati, è alto 25 metri e la sua unica arcata è larga 35 metri. Alla base sono visibili, scavati nella viva roccia, gli alloggiamenti per le travi lignee che hanno costituito l’impalcatura necessaria per la costruzione dell’arcata in pietra. A fine Ottocento furono collocate alcune chiavi in ferro per consolidare la struttura. All’inizio dell’Ottocento fu costruito, poco più a valle, un altro ponte in legno, sostituito poi nel 1876 dall’attuale costruzione in muratura.
Hotel Pizzeria Ponte Romano
È un’imponente testimonianza della romanizzazione della Valle d’Aosta. Incerta la sua datazione: per alcuni sarebbe stato costruito verso il 120 a.C., per altri nel 25 a.C. Il ponte Ancorato alla viva roccia da entrambi i lati, è alto 25 metri e la sua unica arcata è larga 35 metri. Alla base sono visibili, scavati nella viva roccia, gli alloggiamenti per le travi lignee che hanno costituito l’impalcatura necessaria per la costruzione dell’arcata in pietra. A fine Ottocento furono collocate alcune chiavi in ferro per consolidare la struttura. All’inizio dell’Ottocento fu costruito, poco più a valle, un altro ponte in legno, sostituito poi nel 1876 dall’attuale costruzione in muratura.
Già agli inizi del VI secolo d.C. esisteva a Bard una guarnigione composta da sessanta armati che difendevano le cosiddette “Clausuræ Augustanæ”, il sistema difensivo costituito per proteggere i confini dell’Impero. Nel 1034 tale sistema fu definito “inexpugnabile oppidum”, ed è questo uno dei più antichi riferimenti ad un castello in Valle d’Aosta. Nel 1242 entrarono in possesso della signoria di Bard i Savoia, con Amedeo IV, spinti dalle insistenze degli abitanti della zona, stanchi dei soprusi di Ugo di Bard che, forte della posizione del suo castello, imponeva pesanti balzelli a viaggiatori e mercanti. Da quel momento, il castello dipenderà sempre dai Savoia, che vi instaureranno una guarnigione: nel 1661 vengono persino concentrate a Bard le armi provenienti dalle altre fortificazioni valdostane, tra cui Verrès e Montjovet. Il castello diventerà protagonista poi in occasione del passaggio dell’esercito francese nel 1704 e soprattutto dell’arrivo di Napoleone Bonaparte che, nel maggio del 1800, troverà asserragliato nel forte un esercito di difesa formato da 400 austriaci. Le strutture difensive del forte erano talmente efficaci che l’armata napoleonica impiegò circa due settimane per superarle, riuscendovi solo con l’astuzia. Il forte venne poi fatto smantellare da Napoleone, per evitare, in futuro, ulteriori problemi. Quello che vediamo oggi è il rifacimento voluto da Carlo Felice che, in piena Restaurazione, a partire dal 1830 ne fece una delle strutture militari più massicce in Valle d’Aosta. Alla fine dell’800 il forte si avviò al declino, utilizzato come bagno penale prima e come deposito di munizioni poi. Dismesso nel 1975 dal demanio militare, fu acquisito dalla regione Valle d’Aosta nel 1990 e completamente rinnovato nel 2006. Rimasto pressoché intatto dal momento della sua costruzione, il Forte di Bard rappresenta uno dei migliori esempi di fortezza di sbarramento di primo Ottocento. La piazzaforte è costituita da tre principali corpi di fabbrica: partendo dal basso si trovano l’Opera Ferdinando, l’edificio mediano, – Opera Vittorio – fino ad arrivare al culmine del rilievo, dove sorge l’Opera Carlo Alberto. Quest’ultima è la più imponente delle tre opere, che racchiude al suo interno il grande cortile quadrangolare della Piazza d’Armi, circondato da un ampio porticato, dove si collocano gli spazi dedicati alle mostre temporanee: all’interno, oltre al Museo delle Alpi, si trovano le Prigioni, che ospitano un percorso tematico multimediale sulla storia del Forte. Per accedere alla sommità della fortezza è possibile seguire il percorso pedonale che si sviluppa fra possenti muraglioni partendo dall’interessante borgo medievale a lato del parcheggio, oppure servirsi degli ascensori panoramici attraverso cui si può godere di una meravigliosa vista sulla valle circostante. Il Museo delle Alpi Collocato al primo piano dell’Opera Carlo Alberto, il Museo delle Alpi è uno spazio interattivo attraverso cui il visitatore può viaggiare alla scoperta del mondo alpino, esplorando con i cinque sensi una montagna vissuta e trasformata dalla mano dell’uomo. Le 29 sale del percorso espositivo sono suddivise in quattro sezioni, che affrontano la montagna dal punto di vista naturalistico, geografico, antropologico e meteorologico, coinvolgendo gli ospiti di tutte le età, grazie alla fusione fra tradizione e nuove tecnologie. Le Alpi dei ragazzi Ospitato all’interno dell’Opera VIttorio, è uno spazio ludico in cui i visitatori possono cimentarsi in un’ascensione virtuale al Monte Bianco, in un contesto propedeutico alla frequentazione della montagna ed alla pratica dell’alpinismo utile non solo al pubblico dei ragazzi, ma anche degli adulti. Il percorso si sviluppa in nove sale, partendo dalla preparazione del viaggio , durante la quale lo scalatore sceglie l’itinerario più agevole e l’attrezzatura più adatta per affrontare l’impresa, fino ad arrivare alla vetta , passando attraverso le tappe che renderanno un provetto alpinista anche il turista più sprovveduto. Le Prigioni Le anguste celle dove venivano rinchiusi i prigionieri ospitano oggi un itinerario storico che guida il visitatore alla scoperta della storia del sito militare, per secoli strategico luogo di transito. Attraverso filmati, documenti e ricostruzioni 3D di grande impatto, i visitatori possono seguire l’evoluzione architettonica della fortezza e conoscere i personaggi che ne hanno segnato i principali avvenimenti storici dall’anno Mille alla sua ricostruzione nel 1830, sino ad arrivare ai giorni nostri. CONTATTI Forte di Bard 11020 BARD (AO) Telefono:(+39) 0125 833811 E-mail:info@fortedibard.it Internet:www.fortedibard.it
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Fort of Bard
85 Via Vittorio Emanuele II
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Già agli inizi del VI secolo d.C. esisteva a Bard una guarnigione composta da sessanta armati che difendevano le cosiddette “Clausuræ Augustanæ”, il sistema difensivo costituito per proteggere i confini dell’Impero. Nel 1034 tale sistema fu definito “inexpugnabile oppidum”, ed è questo uno dei più antichi riferimenti ad un castello in Valle d’Aosta. Nel 1242 entrarono in possesso della signoria di Bard i Savoia, con Amedeo IV, spinti dalle insistenze degli abitanti della zona, stanchi dei soprusi di Ugo di Bard che, forte della posizione del suo castello, imponeva pesanti balzelli a viaggiatori e mercanti. Da quel momento, il castello dipenderà sempre dai Savoia, che vi instaureranno una guarnigione: nel 1661 vengono persino concentrate a Bard le armi provenienti dalle altre fortificazioni valdostane, tra cui Verrès e Montjovet. Il castello diventerà protagonista poi in occasione del passaggio dell’esercito francese nel 1704 e soprattutto dell’arrivo di Napoleone Bonaparte che, nel maggio del 1800, troverà asserragliato nel forte un esercito di difesa formato da 400 austriaci. Le strutture difensive del forte erano talmente efficaci che l’armata napoleonica impiegò circa due settimane per superarle, riuscendovi solo con l’astuzia. Il forte venne poi fatto smantellare da Napoleone, per evitare, in futuro, ulteriori problemi. Quello che vediamo oggi è il rifacimento voluto da Carlo Felice che, in piena Restaurazione, a partire dal 1830 ne fece una delle strutture militari più massicce in Valle d’Aosta. Alla fine dell’800 il forte si avviò al declino, utilizzato come bagno penale prima e come deposito di munizioni poi. Dismesso nel 1975 dal demanio militare, fu acquisito dalla regione Valle d’Aosta nel 1990 e completamente rinnovato nel 2006. Rimasto pressoché intatto dal momento della sua costruzione, il Forte di Bard rappresenta uno dei migliori esempi di fortezza di sbarramento di primo Ottocento. La piazzaforte è costituita da tre principali corpi di fabbrica: partendo dal basso si trovano l’Opera Ferdinando, l’edificio mediano, – Opera Vittorio – fino ad arrivare al culmine del rilievo, dove sorge l’Opera Carlo Alberto. Quest’ultima è la più imponente delle tre opere, che racchiude al suo interno il grande cortile quadrangolare della Piazza d’Armi, circondato da un ampio porticato, dove si collocano gli spazi dedicati alle mostre temporanee: all’interno, oltre al Museo delle Alpi, si trovano le Prigioni, che ospitano un percorso tematico multimediale sulla storia del Forte. Per accedere alla sommità della fortezza è possibile seguire il percorso pedonale che si sviluppa fra possenti muraglioni partendo dall’interessante borgo medievale a lato del parcheggio, oppure servirsi degli ascensori panoramici attraverso cui si può godere di una meravigliosa vista sulla valle circostante. Il Museo delle Alpi Collocato al primo piano dell’Opera Carlo Alberto, il Museo delle Alpi è uno spazio interattivo attraverso cui il visitatore può viaggiare alla scoperta del mondo alpino, esplorando con i cinque sensi una montagna vissuta e trasformata dalla mano dell’uomo. Le 29 sale del percorso espositivo sono suddivise in quattro sezioni, che affrontano la montagna dal punto di vista naturalistico, geografico, antropologico e meteorologico, coinvolgendo gli ospiti di tutte le età, grazie alla fusione fra tradizione e nuove tecnologie. Le Alpi dei ragazzi Ospitato all’interno dell’Opera VIttorio, è uno spazio ludico in cui i visitatori possono cimentarsi in un’ascensione virtuale al Monte Bianco, in un contesto propedeutico alla frequentazione della montagna ed alla pratica dell’alpinismo utile non solo al pubblico dei ragazzi, ma anche degli adulti. Il percorso si sviluppa in nove sale, partendo dalla preparazione del viaggio , durante la quale lo scalatore sceglie l’itinerario più agevole e l’attrezzatura più adatta per affrontare l’impresa, fino ad arrivare alla vetta , passando attraverso le tappe che renderanno un provetto alpinista anche il turista più sprovveduto. Le Prigioni Le anguste celle dove venivano rinchiusi i prigionieri ospitano oggi un itinerario storico che guida il visitatore alla scoperta della storia del sito militare, per secoli strategico luogo di transito. Attraverso filmati, documenti e ricostruzioni 3D di grande impatto, i visitatori possono seguire l’evoluzione architettonica della fortezza e conoscere i personaggi che ne hanno segnato i principali avvenimenti storici dall’anno Mille alla sua ricostruzione nel 1830, sino ad arrivare ai giorni nostri. CONTATTI Forte di Bard 11020 BARD (AO) Telefono:(+39) 0125 833811 E-mail:info@fortedibard.it Internet:www.fortedibard.it
La storia Inizialmente dominio dei vescovi di Aosta, la proprietà passò successivamente nelle mani della famiglia Challant. Nel corso del tempo gli edifici esistenti furono ampliati ed uniti, fino alla trasformazione radicale avvenuta tra il 1490 circa e il 1510 ad opera di Giorgio di Challant, priore di Sant’Orso, che ne fece una sontuosa dimora per la cugina Margherita de La Chambre ed il figlio Filiberto. Fu allora che il castello assunse l’aspetto attuale, diventando un unico palazzo a ferro di cavallo, affacciato su un ampio cortile e un giardino all’italiana, sul cui alto muro di cinta furono dipinti personaggi importanti ed eroi; il porticato al piano terreno fu ornato da una serie di lunette affrescate con scene di vita quotidiana e rappresentazioni di botteghe, mentre al centro del cortile sorse la celebre fontana in ferro battuto detta del Melograno, simbolo di prosperità. Sempre in quel periodo molti ambienti interni furono decorati con affreschi, sia nelle zone di rappresentanza, quali la Sala di Giustizia o la Cappella, sia nelle stanze più private, tra cui gli oratori di Margherita de La Chambre o di Giorgio di Challant. Dopo i fasti del Cinquecento, la residenza si avviò verso un progressivo declino e nel 1872 fu venduta all’asta pubblica: acquistata dal pittore torinese Vittorio Avondo, divenne oggetto di un’attenta campagna di restauro che le restituì l’antico splendore. Donato allo Stato nel 1907, oggi il castello appartiene alla Regione Autonoma Valle d’Aosta e si presenta con alcuni elementi dell’originale mobilia ed altri arredi rifatti alla fine dell’Ottocento, che insieme a numerosi oggetti d’uso domestico ripropongono l’ambientazione tardo quattrocentesca voluta da Avondo. La visita Entrando nel palazzo ci si trova nel cortile, attorniato da edifici sulle cui pareti sono ritratti gli stemmi del casato Challant e delle famiglie con esso imparentate; oltrepassata la fontana del melograno si prosegue verso l’androne decorato dalle pregevoli lunette, raffiguranti il corpo di guardia, la bottega del beccaio e del fornaio, il mercato di frutta e verdura, il sarto, lo speziale e il pizzicagnolo. In seguito, si procede alla visita dell’interno del castello: al pianterreno, la sala da pranzo, la cucina, e la sala baronale, in cui si possono ammirare un bel camino in pietra recante sulla cappa lo stemma dei Challant affiancato da un leone e da un grifone, pitture sulle travi lignee del soffitto e le pareti affrescate con paesaggi, scene di caccia ed il Giudizio di Paride; al primo piano, la cappella, dalle volte a ogiva finemente decorate, con affreschi alle pareti e con l’altare gotico in legno intagliato e dorato adorno di un trittico fiammingo e la camera della Contessa, con l’oratorio ornato di pitture; al secondo piano, la stanza detta “del re di Francia”, con il soffitto a cassettoni decorato da gigli e un camino che reca sulla cappa lo scudo della dinastia francese dei Valois, e quella detta dei “Cavalieri di San Maurizio” con il bel soffitto a cassettoni su cui è dipinta la croce di quest’ordine. A poca distanza dal castello sorgono ancora i ruderi della colombaia. CONTATTI Castello di Issogne Piazza Castello 11020 ISSOGNE (AO) Telefono:(+39) 0125 929373
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Issogne Castle
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La storia Inizialmente dominio dei vescovi di Aosta, la proprietà passò successivamente nelle mani della famiglia Challant. Nel corso del tempo gli edifici esistenti furono ampliati ed uniti, fino alla trasformazione radicale avvenuta tra il 1490 circa e il 1510 ad opera di Giorgio di Challant, priore di Sant’Orso, che ne fece una sontuosa dimora per la cugina Margherita de La Chambre ed il figlio Filiberto. Fu allora che il castello assunse l’aspetto attuale, diventando un unico palazzo a ferro di cavallo, affacciato su un ampio cortile e un giardino all’italiana, sul cui alto muro di cinta furono dipinti personaggi importanti ed eroi; il porticato al piano terreno fu ornato da una serie di lunette affrescate con scene di vita quotidiana e rappresentazioni di botteghe, mentre al centro del cortile sorse la celebre fontana in ferro battuto detta del Melograno, simbolo di prosperità. Sempre in quel periodo molti ambienti interni furono decorati con affreschi, sia nelle zone di rappresentanza, quali la Sala di Giustizia o la Cappella, sia nelle stanze più private, tra cui gli oratori di Margherita de La Chambre o di Giorgio di Challant. Dopo i fasti del Cinquecento, la residenza si avviò verso un progressivo declino e nel 1872 fu venduta all’asta pubblica: acquistata dal pittore torinese Vittorio Avondo, divenne oggetto di un’attenta campagna di restauro che le restituì l’antico splendore. Donato allo Stato nel 1907, oggi il castello appartiene alla Regione Autonoma Valle d’Aosta e si presenta con alcuni elementi dell’originale mobilia ed altri arredi rifatti alla fine dell’Ottocento, che insieme a numerosi oggetti d’uso domestico ripropongono l’ambientazione tardo quattrocentesca voluta da Avondo. La visita Entrando nel palazzo ci si trova nel cortile, attorniato da edifici sulle cui pareti sono ritratti gli stemmi del casato Challant e delle famiglie con esso imparentate; oltrepassata la fontana del melograno si prosegue verso l’androne decorato dalle pregevoli lunette, raffiguranti il corpo di guardia, la bottega del beccaio e del fornaio, il mercato di frutta e verdura, il sarto, lo speziale e il pizzicagnolo. In seguito, si procede alla visita dell’interno del castello: al pianterreno, la sala da pranzo, la cucina, e la sala baronale, in cui si possono ammirare un bel camino in pietra recante sulla cappa lo stemma dei Challant affiancato da un leone e da un grifone, pitture sulle travi lignee del soffitto e le pareti affrescate con paesaggi, scene di caccia ed il Giudizio di Paride; al primo piano, la cappella, dalle volte a ogiva finemente decorate, con affreschi alle pareti e con l’altare gotico in legno intagliato e dorato adorno di un trittico fiammingo e la camera della Contessa, con l’oratorio ornato di pitture; al secondo piano, la stanza detta “del re di Francia”, con il soffitto a cassettoni decorato da gigli e un camino che reca sulla cappa lo scudo della dinastia francese dei Valois, e quella detta dei “Cavalieri di San Maurizio” con il bel soffitto a cassettoni su cui è dipinta la croce di quest’ordine. A poca distanza dal castello sorgono ancora i ruderi della colombaia. CONTATTI Castello di Issogne Piazza Castello 11020 ISSOGNE (AO) Telefono:(+39) 0125 929373
La strada romana delle Gallie, costruita per collegare Roma alla Valle del Rodano, ha nel tratto di Donnas uno dei suoi punti più caratteristici e spettacolari, intagliata com‘è nella viva roccia per una lunghezza di 221 metri. In un luogo dove, in antico, il promontorio roccioso arrivava a tuffarsi nelle acque della Dora, i Romani hanno lanciato una vera e propria sfida alla Natura intagliando una roccia viva su cui hanno saputo tirare pareti perfettamente verticali e nel cui grembo hanno ricavato il sedime stradale. Emozionante ed insolita, qui la Via delle Gallie dà il meglio di sé offrendo lo spettacolo di un passaggio ad arco di 4 metri di spessore, 4 metri di altezza e quasi 3 metri di larghezza che illustra eloquentemente la mole di roccia asportata, mostrando tutta la raffinatezza di una tecnica stradale mai più raggiunta fino ai viadotti e alle gallerie moderne. Nel Medioevo servì come porta del Borgo, che veniva chiusa durante la notte; le altre difese erano naturali: da una parte la montagna e dall’altra il fiume. Una strada fondamentale, molto utilizzata nel corso dei secoli come, effettivamente, testimoniano i profondi segni lasciati dal passaggio dei carri e l’usura del piano di calpestio che, in più punti, presenta rattoppi e risarciture operate nel tempo. Poco oltre, sulla destra, si riconosce il profilo aggettante di un miliario, anch’esso risparmiato nel banco roccioso, che ci informa in merito alla distanza da Augusta Praetoria (Aosta): XXXVI miglia (circa 54 km).
Roman Consular Road
La strada romana delle Gallie, costruita per collegare Roma alla Valle del Rodano, ha nel tratto di Donnas uno dei suoi punti più caratteristici e spettacolari, intagliata com‘è nella viva roccia per una lunghezza di 221 metri. In un luogo dove, in antico, il promontorio roccioso arrivava a tuffarsi nelle acque della Dora, i Romani hanno lanciato una vera e propria sfida alla Natura intagliando una roccia viva su cui hanno saputo tirare pareti perfettamente verticali e nel cui grembo hanno ricavato il sedime stradale. Emozionante ed insolita, qui la Via delle Gallie dà il meglio di sé offrendo lo spettacolo di un passaggio ad arco di 4 metri di spessore, 4 metri di altezza e quasi 3 metri di larghezza che illustra eloquentemente la mole di roccia asportata, mostrando tutta la raffinatezza di una tecnica stradale mai più raggiunta fino ai viadotti e alle gallerie moderne. Nel Medioevo servì come porta del Borgo, che veniva chiusa durante la notte; le altre difese erano naturali: da una parte la montagna e dall’altra il fiume. Una strada fondamentale, molto utilizzata nel corso dei secoli come, effettivamente, testimoniano i profondi segni lasciati dal passaggio dei carri e l’usura del piano di calpestio che, in più punti, presenta rattoppi e risarciture operate nel tempo. Poco oltre, sulla destra, si riconosce il profilo aggettante di un miliario, anch’esso risparmiato nel banco roccioso, che ci informa in merito alla distanza da Augusta Praetoria (Aosta): XXXVI miglia (circa 54 km).
Il vecchio cimitero di Fontaney con l’annessa cappella, fatta costruire dal barone Pierre de Vallaise alla fine del XVI secolo come riproduzione, in scala ridotta, della cattedrale di Aosta.
Perloz
Il vecchio cimitero di Fontaney con l’annessa cappella, fatta costruire dal barone Pierre de Vallaise alla fine del XVI secolo come riproduzione, in scala ridotta, della cattedrale di Aosta.
Castello Baraing costruito alla fine del XIX secolo in stile neogotico e recentemente restaurato, attuale sede della Comunità Montana.
Comunità montana Mont Rose
44 Via Perloz
Castello Baraing costruito alla fine del XIX secolo in stile neogotico e recentemente restaurato, attuale sede della Comunità Montana.
Diversamente dagli altri castelli, costruiti per scopi bellici e di protezione, il castello di Fénis non è situato sulla sommità di un promontorio, bensì su un lieve poggio privo di difese naturali. Unendo ai caratteri della fortificazione quelli della residenza signorile, il castello di Fénis fu infatti la prestigiosa sede di rappresentanza dei maggiori esponenti della famiglia Challant, che lo dotarono dell’imponente apparato difensivo, nonché di eleganti decorazioni pittoriche, simboli di potenza e di prestigio.
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Fenis Castle
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Diversamente dagli altri castelli, costruiti per scopi bellici e di protezione, il castello di Fénis non è situato sulla sommità di un promontorio, bensì su un lieve poggio privo di difese naturali. Unendo ai caratteri della fortificazione quelli della residenza signorile, il castello di Fénis fu infatti la prestigiosa sede di rappresentanza dei maggiori esponenti della famiglia Challant, che lo dotarono dell’imponente apparato difensivo, nonché di eleganti decorazioni pittoriche, simboli di potenza e di prestigio.
Costruito su un picco roccioso che domina il sottostante borgo. l castello ogni anno è il prestigioso palcoscenico del Carnevale Storico verreziese in cui si rievoca, tra storia e leggenda, l’epopea della contessa Caterina di Challant.
Verrès Castle
. Via Caduti per la Libertà
Costruito su un picco roccioso che domina il sottostante borgo. l castello ogni anno è il prestigioso palcoscenico del Carnevale Storico verreziese in cui si rievoca, tra storia e leggenda, l’epopea della contessa Caterina di Challant.
Realizzato per volere della Regina Margherita di Savoia, che soggiornava a Gressoney ospite dei baroni Beck Peccoz già dal 1889, il castello sorge ai piedi del Colle della Ranzola nella località denominata “Belvedere”, in ragione della splendida vista che da lì domina tutta la vallata fino al ghiacciaio del Lyskamm.
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Castel Savoia
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Realizzato per volere della Regina Margherita di Savoia, che soggiornava a Gressoney ospite dei baroni Beck Peccoz già dal 1889, il castello sorge ai piedi del Colle della Ranzola nella località denominata “Belvedere”, in ragione della splendida vista che da lì domina tutta la vallata fino al ghiacciaio del Lyskamm.
L’area, riportata alla luce nel 1969, si estende per circa un ettaro e rivela uno dei più interessanti siti archeologici in Europa: suggestivamente scandite, significative testimonianze di quasi cinque millenni di storia, dai momenti finali del Neolitico ai giorni nostri.
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Area megalitica di ​​Saint-Martin-de-Corléans (DALLA TERRA ALLA LUNAVedi POST)
258 Corso Saint Martin de Corleans
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L’area, riportata alla luce nel 1969, si estende per circa un ettaro e rivela uno dei più interessanti siti archeologici in Europa: suggestivamente scandite, significative testimonianze di quasi cinque millenni di storia, dai momenti finali del Neolitico ai giorni nostri.
Testimonianze di epoca romana sono l’inconfondibile Arco d’Augusto, la Porta Praetoria (una delle poche del mondo romano ancora perfettamente conservate), il Teatro romano, il Criptoportico forense, il perimetro quasi completo della cinta muraria, una villa extra muros. La Cattedrale e la chiesa Collegiata di Sant’Orso sono capolavori medievali che racchiudono opere d’arte importanti. Fuori dal centro abitato di Aosta è ancora ben visibile un ponte-acquedotto medievale lungo 70 metri, che convoglia le acque del torrente Buthier per irrigare le distese prative di Saint-Christophe e di Quart.
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Aosta
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Testimonianze di epoca romana sono l’inconfondibile Arco d’Augusto, la Porta Praetoria (una delle poche del mondo romano ancora perfettamente conservate), il Teatro romano, il Criptoportico forense, il perimetro quasi completo della cinta muraria, una villa extra muros. La Cattedrale e la chiesa Collegiata di Sant’Orso sono capolavori medievali che racchiudono opere d’arte importanti. Fuori dal centro abitato di Aosta è ancora ben visibile un ponte-acquedotto medievale lungo 70 metri, che convoglia le acque del torrente Buthier per irrigare le distese prative di Saint-Christophe e di Quart.
Essentials
Lavanderia Acqua Blu - Lava Piu' Lavanderia Self Service
Via Nazionale per Donnas, 36
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SUPER A&O DI PONT SAINT MARTIN
Via S. Giorgio Dora, 3
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Getting Around
Officina Peretto - Soccorso Stradale - Taxi
46 Via Circonvallazione
Molto conosciuta per la vendita e la riparazione di motociclette.
ionmoto di Ion Ivo & C. snc
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Everything Else
SUPER A&O DI PONT SAINT MARTIN
Via S. Giorgio Dora, 3
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Parks & Nature
Il parco e la sua storia Istituito nel 1989, il Parco naturale Mont Avic è il primo parco naturale regionale della Valle d'Aosta. La sua area protetta confina con quella del Parco nazionale Gran Paradiso. Il Parco naturale Mont Avic racchiude paesaggi molto suggestivi e ambienti modificati solo marginalmente dall’uomo, in particolare dove il terreno impervio ha limitato le attività agropastorali e turistiche. L'alta valle di Champorcher, dall'orografia più dolce, ha vaste praterie che ospitano stambecchi, camosci e marmotte. Il parco è stato dichiarato Sito di importanza comunitaria e Zona di protezione speciale nell'ambito di Natura 2000, la rete ecologica che salvaguarda la biodiversità in Europa. Natura e paesaggio I boschi del parco, che in passato erano sfruttati per l'attività mineraria, offrono oggi uno spettacolo di grande bellezza. Più di un terzo dell'area protetta è coperto da estese foreste di pino uncinato, pino silvestre, larice e faggio. Il Parco naturale Mont Avic ha molti elementi naturali interessanti: formazioni geologiche particolari; endemismi floristici alpini e associazioni vegetali legate al substrato delle pietre verdi; decine di specchi d'acqua, acquitrini e torbiere, senza eguali per numero ed estensione in Valle d'Aosta; una fauna rappresentata da tutti i più noti animali a diffusione alpina presenti nella regione.
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Parco Naturale Mont Avic
164 Località Fabbrica
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Il parco e la sua storia Istituito nel 1989, il Parco naturale Mont Avic è il primo parco naturale regionale della Valle d'Aosta. La sua area protetta confina con quella del Parco nazionale Gran Paradiso. Il Parco naturale Mont Avic racchiude paesaggi molto suggestivi e ambienti modificati solo marginalmente dall’uomo, in particolare dove il terreno impervio ha limitato le attività agropastorali e turistiche. L'alta valle di Champorcher, dall'orografia più dolce, ha vaste praterie che ospitano stambecchi, camosci e marmotte. Il parco è stato dichiarato Sito di importanza comunitaria e Zona di protezione speciale nell'ambito di Natura 2000, la rete ecologica che salvaguarda la biodiversità in Europa. Natura e paesaggio I boschi del parco, che in passato erano sfruttati per l'attività mineraria, offrono oggi uno spettacolo di grande bellezza. Più di un terzo dell'area protetta è coperto da estese foreste di pino uncinato, pino silvestre, larice e faggio. Il Parco naturale Mont Avic ha molti elementi naturali interessanti: formazioni geologiche particolari; endemismi floristici alpini e associazioni vegetali legate al substrato delle pietre verdi; decine di specchi d'acqua, acquitrini e torbiere, senza eguali per numero ed estensione in Valle d'Aosta; una fauna rappresentata da tutti i più noti animali a diffusione alpina presenti nella regione.
La Riserva Naturale del Mont Mars è stata istituita nel 1994; ha una estensione di 390 ettari ed è situata alla testata del vallone del torrente Pacoulla. Si giunge ai confini della riserva seguendo la strada poderale che parte dalla frazione Pillaz e giunge sino all’alpe di Vargno. Si continua seguendo un bel sentiero lastricato segnalato con il numero 2 nero su tondo giallo: è il sentiero principale, che attraversa tutta la riserva da Ovest a Est e conduce al Col de la Balma (2259 m) e quindi al Santuario di Oropa nel Biellese. Geologia: è prevalente la presenza di morfologie di origine glaciale, tra le quali spicca la successione di conche in roccia disposte a gradinata, attualmente sede di piccoli bacini lacustri e torbiere. Dell’antico ghiacciaio che occupava il vallone fino a 10.000 anni fa rimane modesta traccia nel nevaio posto nel piccolo circo ai piedi del versante nord del Mont Mars. Rocce prevalenti sono i micascisti attraversati da bancate bianche di marmi e di scure rocce basiche. Flora: vi si incontrano vaste foreste di larici, interrotte da zone di arbusti (rododendri, mirtilli, ginepri nani). Più in alto si stendono i pascoli, discontinui a causa della grande diffusione di rupi e pietraie, nei quali incontriamo la Genziana porporina, l’Arnica e la Negritella. Nelle pietraie si può osservare i Doronico austriaco, raro in Valle d’Aosta. Nei ripidi pendii soleggiati troviamo il Giglio di monte e la Betonica densiflora. Alla base dei pascoli aridi è bello il contrasto con le zone umide della conca del Leilong, dove troviamo il Coltellaccio natante e il Ranuncolo acquatico. Fauna: comprende specie tipiche dei piani subalpino, alpino e nivale. Nelle zone umide e lacustri è possibile osservare anche la Rana temporaria, il Salmerino e il Merlo acquaiolo. Pascoli e praterie alpine ospitano la Vipera comune la coturnice il Gracchio, lo Spioncello, il Codirosso spazzacamino, il Cuculo, la Marmotta, il Camoscio, la Lepre variabile e la Volpe. Sul versante nord del Mont Mars sono presenti la Pernice bianca e il Fringuello alpino (uccelli caratteristici delle vallette nivali). Il territorio della riserva è luogo di caccia dell’Aquila reale. CONTATTI Centro visitatori della Riserva Naturale del Mont Mars Loc. Capoluogo, 16 11020 FONTAINEMORE (AO) Telefono:0125 832700
Riserva Naturale Mont Mars
La Riserva Naturale del Mont Mars è stata istituita nel 1994; ha una estensione di 390 ettari ed è situata alla testata del vallone del torrente Pacoulla. Si giunge ai confini della riserva seguendo la strada poderale che parte dalla frazione Pillaz e giunge sino all’alpe di Vargno. Si continua seguendo un bel sentiero lastricato segnalato con il numero 2 nero su tondo giallo: è il sentiero principale, che attraversa tutta la riserva da Ovest a Est e conduce al Col de la Balma (2259 m) e quindi al Santuario di Oropa nel Biellese. Geologia: è prevalente la presenza di morfologie di origine glaciale, tra le quali spicca la successione di conche in roccia disposte a gradinata, attualmente sede di piccoli bacini lacustri e torbiere. Dell’antico ghiacciaio che occupava il vallone fino a 10.000 anni fa rimane modesta traccia nel nevaio posto nel piccolo circo ai piedi del versante nord del Mont Mars. Rocce prevalenti sono i micascisti attraversati da bancate bianche di marmi e di scure rocce basiche. Flora: vi si incontrano vaste foreste di larici, interrotte da zone di arbusti (rododendri, mirtilli, ginepri nani). Più in alto si stendono i pascoli, discontinui a causa della grande diffusione di rupi e pietraie, nei quali incontriamo la Genziana porporina, l’Arnica e la Negritella. Nelle pietraie si può osservare i Doronico austriaco, raro in Valle d’Aosta. Nei ripidi pendii soleggiati troviamo il Giglio di monte e la Betonica densiflora. Alla base dei pascoli aridi è bello il contrasto con le zone umide della conca del Leilong, dove troviamo il Coltellaccio natante e il Ranuncolo acquatico. Fauna: comprende specie tipiche dei piani subalpino, alpino e nivale. Nelle zone umide e lacustri è possibile osservare anche la Rana temporaria, il Salmerino e il Merlo acquaiolo. Pascoli e praterie alpine ospitano la Vipera comune la coturnice il Gracchio, lo Spioncello, il Codirosso spazzacamino, il Cuculo, la Marmotta, il Camoscio, la Lepre variabile e la Volpe. Sul versante nord del Mont Mars sono presenti la Pernice bianca e il Fringuello alpino (uccelli caratteristici delle vallette nivali). Il territorio della riserva è luogo di caccia dell’Aquila reale. CONTATTI Centro visitatori della Riserva Naturale del Mont Mars Loc. Capoluogo, 16 11020 FONTAINEMORE (AO) Telefono:0125 832700
DESCRIZIONE DEL PERCORSO Dalla piazza 1° maggio, a Pont-Saint-Martin, attraversare il torrente Lys e salire lungo la mulattiera che, piegando verso destra, passa sotto un porticato e sale, con alcuni tornanti, al caseggiato con ripetitore. Raggiunta la strada regionale della valle di Gressoney e percorsi pochi metri sulla stessa verso sinistra, imboccare una pista sulla destra che confluisce nella strada per la frazione di Ivery, da percorrere per pochi minuti. Ripresa la mulattiera, che si stacca sulla sinistra, si raggiunge, percorrendo la vecchia via, la frazione precedentemente richiamata. Proseguire ora sulla strada e, dopo un tornante verso sinistra, procedere sulla mulattiera che, con percorso pianeggiante, raggiunge una costruzione dell’acquedotto. l’itinerario riprende a salire per guadagnare il pianoro ove è situata la riserva naturale dello stagno di Holey. In prossimità delle case si segue la stradina a destra che sfocia sulla carrozzabile ai piedi del promontorio su cui sono situati i resti del castello di Suzey. Continuare sulla strada, verso sinistra, fino ad un gruppetto di case, quindi imboccare una pista agricola sulla destra per abbandonarla alla volta di un tracciolino sulla sinistra che sale ai ruderi.
Ivery
DESCRIZIONE DEL PERCORSO Dalla piazza 1° maggio, a Pont-Saint-Martin, attraversare il torrente Lys e salire lungo la mulattiera che, piegando verso destra, passa sotto un porticato e sale, con alcuni tornanti, al caseggiato con ripetitore. Raggiunta la strada regionale della valle di Gressoney e percorsi pochi metri sulla stessa verso sinistra, imboccare una pista sulla destra che confluisce nella strada per la frazione di Ivery, da percorrere per pochi minuti. Ripresa la mulattiera, che si stacca sulla sinistra, si raggiunge, percorrendo la vecchia via, la frazione precedentemente richiamata. Proseguire ora sulla strada e, dopo un tornante verso sinistra, procedere sulla mulattiera che, con percorso pianeggiante, raggiunge una costruzione dell’acquedotto. l’itinerario riprende a salire per guadagnare il pianoro ove è situata la riserva naturale dello stagno di Holey. In prossimità delle case si segue la stradina a destra che sfocia sulla carrozzabile ai piedi del promontorio su cui sono situati i resti del castello di Suzey. Continuare sulla strada, verso sinistra, fino ad un gruppetto di case, quindi imboccare una pista agricola sulla destra per abbandonarla alla volta di un tracciolino sulla sinistra che sale ai ruderi.
Istituita nel 1994, questa riserva naturale ha un’ estensione di 1,5 ettari. E’ situata a 750 – 790 metri di altitudine nel Comune di Pont-Saint-Martin, vicino al castello di Suzey. Flora: la zona umida comporta la presenza della Cannuccia di palude e della Lisca maggiore; inoltre è l’unica stazione valdostana nota di Salcerella erba-portula. Fauna: viste le piccole dimensioni della riserva, rispecchia esclusivamente alcuni rari esemplari di anfibi, tra cui due specie di tritoni.
Riserva Naturale Stagno di Holey
Istituita nel 1994, questa riserva naturale ha un’ estensione di 1,5 ettari. E’ situata a 750 – 790 metri di altitudine nel Comune di Pont-Saint-Martin, vicino al castello di Suzey. Flora: la zona umida comporta la presenza della Cannuccia di palude e della Lisca maggiore; inoltre è l’unica stazione valdostana nota di Salcerella erba-portula. Fauna: viste le piccole dimensioni della riserva, rispecchia esclusivamente alcuni rari esemplari di anfibi, tra cui due specie di tritoni.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO Difficoltà tecnica: media/difficile Difficoltà fisica: media Ciclabilità: 100% Tipo di percorso: misto asfalto, sterrato, sentiero Da Pont-Saint-Martin, S.S. 26 direzione Aosta, oltrepassare Bard, svoltare per la valle di Champorcer, oltrepassare Hône, Pontboset e giungere a Champorcher, zona impianti di risalita di Chardonney. Itinerario di media difficoltà alla scoperta delle montagne dell’alta valle di Champorcher. Il percorso nella parte alta tocca il Parco del Mont Avic e percorre per buona parte nel tratto di discesa le mulattiere denominate Strada Reale di caccia. Dal piazzale degli impianti di risalita di Champorcher (area pic-nic) ha inizio la gita in mtb. La partenza avviene ripercorrendo la Strada Regionale in direzione del Capoluogo di Champorcher (1443 m), giunti al parcheggio nelle vicinanze della fontana si svolta a sinistra in direzione delle località Mont-Blanc e Dondena. La strada asfaltata sale con una serie di ampi tornanti, fino a giungere in vista dell’accesso al Rifugio Barbustel ed al Parco Regionale del Mont Avic, (1768 m e progr.va km 4,80). Da qui inizia la strada sterrata che con un percorso trasversale alla montana conduce alla località Dondena (progr.va km. 9,40 ). In prossimità del cartello descrittivo delle località e delle vette della zona, si deve imboccare la strada che scende verso il ponticello che ci permette di attraversare il Torrente Ayasse (2107 m e progr.va km. 9,70). Non appena attraversato il ponticello la strada si fa più ripida e superati alcuni fabbricati si intravede lo strappo che conduce al Rifugio Dondena(2185 m e progr.va km. 10,60) ove nei mesi estivi è possibile fare sosta (presenza di fontana nei pressi del rifugio). Dopo aver superato il rifugio si prosegue sulla strada reale di caccia verso il Lago Miserin. La strada diventa nuovamente più ripida e dissestata sino ad un pianoro (2515 m e progr.va km 14,20) dal quale è visibile il bivio che conduce alla Finestra di Champorcher e Col di Pontonet. Si svolta a sinistra percorrendo sempre la strada reale nelle vicinanze della partenza del nuovo sentiero in accoltellato in pietra. Ancora poche centinaia di metri su pendenza abbastanza sostenute e ci si trova a pedalare già in vista del Rifugio Miserin ed del Santuario della Madonna delle Nevi che costeggiano il lac Miserin. A questo punto la meta del percorso è raggiunta, ma non è ancora terminata la divertente gita per chi ha una buona padronanza della mtb: su sentiero stretto e fondo irregolare, è possibile infatti, effettuare il giro completo del bel lago alpino che con giornate serene si colora di un bel turchese intenso. Iniziando la discesa di rientro si ripercorre l’itinerario di salita sulla strada sterrata sino al Rifugio Dondena e quindi si raggiunge il ponte sul torrente Ayasse. A questo punto, anziché transitare sulla strada poderale di svolta a destra su di un bel sentiero evidente in mezzo ai pascoli, segnalato da lastre in pietra infisse verticalmente terreno con frecce di colore giallo che porta sulla sinistrs orografica della valle. Raggiunte le case Creton e Brenvei si svolta a sinistra per iniziare la discesa sulla “Strada Reale”, bella mulattiera che attraversa nuovamente il torrente Ayasse con due ponti ravvicinati nelle vicinanze della partenza di un impianto di risalita. Una breve salita incrocia la pista di rientro degli impianti sciistici dove si riprende a scendere percorrendo la mulattiera il cui fondo in parte con pietre accoltallate in parte dissestato rende impegnativa la guida in discesa. Si prosegue quindi sulla mulattiera con fondo in pietra e cemento sino a valle ove termina, dopo tratti anche assai ripidi, conducono alla Frazione Chardonney di Champorcher, luogo di partenza. (Da notare che la discesa lungo la strada Reale di Caccia non è indicata a famiglie per le quali si consiglia il ritorno seguendo l’itinerario utilizzato per la salita al lago Miserin).
Lago Miserin
DESCRIZIONE DEL PERCORSO Difficoltà tecnica: media/difficile Difficoltà fisica: media Ciclabilità: 100% Tipo di percorso: misto asfalto, sterrato, sentiero Da Pont-Saint-Martin, S.S. 26 direzione Aosta, oltrepassare Bard, svoltare per la valle di Champorcer, oltrepassare Hône, Pontboset e giungere a Champorcher, zona impianti di risalita di Chardonney. Itinerario di media difficoltà alla scoperta delle montagne dell’alta valle di Champorcher. Il percorso nella parte alta tocca il Parco del Mont Avic e percorre per buona parte nel tratto di discesa le mulattiere denominate Strada Reale di caccia. Dal piazzale degli impianti di risalita di Champorcher (area pic-nic) ha inizio la gita in mtb. La partenza avviene ripercorrendo la Strada Regionale in direzione del Capoluogo di Champorcher (1443 m), giunti al parcheggio nelle vicinanze della fontana si svolta a sinistra in direzione delle località Mont-Blanc e Dondena. La strada asfaltata sale con una serie di ampi tornanti, fino a giungere in vista dell’accesso al Rifugio Barbustel ed al Parco Regionale del Mont Avic, (1768 m e progr.va km 4,80). Da qui inizia la strada sterrata che con un percorso trasversale alla montana conduce alla località Dondena (progr.va km. 9,40 ). In prossimità del cartello descrittivo delle località e delle vette della zona, si deve imboccare la strada che scende verso il ponticello che ci permette di attraversare il Torrente Ayasse (2107 m e progr.va km. 9,70). Non appena attraversato il ponticello la strada si fa più ripida e superati alcuni fabbricati si intravede lo strappo che conduce al Rifugio Dondena(2185 m e progr.va km. 10,60) ove nei mesi estivi è possibile fare sosta (presenza di fontana nei pressi del rifugio). Dopo aver superato il rifugio si prosegue sulla strada reale di caccia verso il Lago Miserin. La strada diventa nuovamente più ripida e dissestata sino ad un pianoro (2515 m e progr.va km 14,20) dal quale è visibile il bivio che conduce alla Finestra di Champorcher e Col di Pontonet. Si svolta a sinistra percorrendo sempre la strada reale nelle vicinanze della partenza del nuovo sentiero in accoltellato in pietra. Ancora poche centinaia di metri su pendenza abbastanza sostenute e ci si trova a pedalare già in vista del Rifugio Miserin ed del Santuario della Madonna delle Nevi che costeggiano il lac Miserin. A questo punto la meta del percorso è raggiunta, ma non è ancora terminata la divertente gita per chi ha una buona padronanza della mtb: su sentiero stretto e fondo irregolare, è possibile infatti, effettuare il giro completo del bel lago alpino che con giornate serene si colora di un bel turchese intenso. Iniziando la discesa di rientro si ripercorre l’itinerario di salita sulla strada sterrata sino al Rifugio Dondena e quindi si raggiunge il ponte sul torrente Ayasse. A questo punto, anziché transitare sulla strada poderale di svolta a destra su di un bel sentiero evidente in mezzo ai pascoli, segnalato da lastre in pietra infisse verticalmente terreno con frecce di colore giallo che porta sulla sinistrs orografica della valle. Raggiunte le case Creton e Brenvei si svolta a sinistra per iniziare la discesa sulla “Strada Reale”, bella mulattiera che attraversa nuovamente il torrente Ayasse con due ponti ravvicinati nelle vicinanze della partenza di un impianto di risalita. Una breve salita incrocia la pista di rientro degli impianti sciistici dove si riprende a scendere percorrendo la mulattiera il cui fondo in parte con pietre accoltallate in parte dissestato rende impegnativa la guida in discesa. Si prosegue quindi sulla mulattiera con fondo in pietra e cemento sino a valle ove termina, dopo tratti anche assai ripidi, conducono alla Frazione Chardonney di Champorcher, luogo di partenza. (Da notare che la discesa lungo la strada Reale di Caccia non è indicata a famiglie per le quali si consiglia il ritorno seguendo l’itinerario utilizzato per la salita al lago Miserin).
Entertainment & Activities
La fonte della salute La fonte minerale di Saint-Vincent, scoperta nel 1770, fu chiamata Fons Salutis per le proprietà curative della sua acqua. Assunta come bevanda a digiuno (cura idropinica) l’acqua di Saint-Vincent svolge un’azione equilibratrice e regolatrice dell'apparato digerente. Le cure inalatorie sono somministrate per le infiammazioni croniche delle vie aeree. Le terme di Saint-Vincent sono convenzionate con il servizio sanitario nazionale. Le nuove terme di Saint-Vincent Il centro di cura originario è stato integrato con un moderno centro benessere. La Spa offre un ambiente unico, sofisticato e di elegante design. Il percorso si sviluppa attraverso tre piscine interne - Evya, vasca più grande con acqua a 34°C, Egeria con vista sulla vallata e acqua a 32°C e Tyla vasca di reazione con temperatura a 27°C - e una vasca panoramica esterna Verny con acqua a 36°C. Tutte le vasche sono dotate di idromassaggi, getti cervicali e percorsi vascolari. Completano l’offerta tre saune (finlandese, soft e mediterranea), bagno di vapore, docce breeze, docce emozionali, cascata di ghiaccio, area relax con tisaneria e solarium dotato di tre jacuzzi. Viene proposta anche una vasta scelta di trattamenti altamente qualificati, dalla massoterapia ai trattamenti estetici, ingredienti alla base di un emozionante connubio tra piacere, benessere e cura di sè. Al piano terra delle nuove terme di Saint-Vincent si trova un bar su due livelli dov'è possibile ristorarsi con l'Apetizers godendo di un panorama splendido. Spa eventi La Spa del centro termale di Saint-Vincent offre sempre occasioni di incontro, ma stagionalmente, a integrazione della normale offerta termale, propone anche attività promozionali diverse. Inoltre, la Spa delle terme di Saint-Vincent può ospitare eventi nei suoi spazi interni ed esterni.
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Terme di Saint Vincent
100 Viale IV Novembre
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La fonte della salute La fonte minerale di Saint-Vincent, scoperta nel 1770, fu chiamata Fons Salutis per le proprietà curative della sua acqua. Assunta come bevanda a digiuno (cura idropinica) l’acqua di Saint-Vincent svolge un’azione equilibratrice e regolatrice dell'apparato digerente. Le cure inalatorie sono somministrate per le infiammazioni croniche delle vie aeree. Le terme di Saint-Vincent sono convenzionate con il servizio sanitario nazionale. Le nuove terme di Saint-Vincent Il centro di cura originario è stato integrato con un moderno centro benessere. La Spa offre un ambiente unico, sofisticato e di elegante design. Il percorso si sviluppa attraverso tre piscine interne - Evya, vasca più grande con acqua a 34°C, Egeria con vista sulla vallata e acqua a 32°C e Tyla vasca di reazione con temperatura a 27°C - e una vasca panoramica esterna Verny con acqua a 36°C. Tutte le vasche sono dotate di idromassaggi, getti cervicali e percorsi vascolari. Completano l’offerta tre saune (finlandese, soft e mediterranea), bagno di vapore, docce breeze, docce emozionali, cascata di ghiaccio, area relax con tisaneria e solarium dotato di tre jacuzzi. Viene proposta anche una vasta scelta di trattamenti altamente qualificati, dalla massoterapia ai trattamenti estetici, ingredienti alla base di un emozionante connubio tra piacere, benessere e cura di sè. Al piano terra delle nuove terme di Saint-Vincent si trova un bar su due livelli dov'è possibile ristorarsi con l'Apetizers godendo di un panorama splendido. Spa eventi La Spa del centro termale di Saint-Vincent offre sempre occasioni di incontro, ma stagionalmente, a integrazione della normale offerta termale, propone anche attività promozionali diverse. Inoltre, la Spa delle terme di Saint-Vincent può ospitare eventi nei suoi spazi interni ed esterni.
Champorcher (1440 m.) è la stazione sciistica più vicina della Valle d’Aosta per chi proviene da Torino e Milano confina con il Parco Regionale del Mont Avic e dista solamente 21 km dall’uscita autostradale e dalla stazione ferroviaria di Pont-Saint-Martin. La stazione offre 19 km di piste, sempre ottimamente innevate, ed è adatta ad ogni tipologia di sciatore: per i principianti sono infatti a disposizione 2 campi scuola serviti da 2 tapis roulant mentre per gli agonisti la pista del Bosco, dove si allenano importanti squadre nazionali straniere (francesi, svedesi e spagnole) riserva discese emozionanti. La seggiovia quadriposto Cimetta Rossa Express in soli 5 minuti permette di raggiungere la partenza della pista n. 13 posta a 2500m dalla quale si gode un panorama indimenticabile con vista sul Monte Cervino, sul Monte Rosa e sul Ghiacciaio della Rosa dei Banchi. Champorcher è inoltre meta ideale per gite di sci alpinismo con percorsi riservati a contatto con la natura. Stazione di Champorcher 19 km di piste: 4 blu – 13 rosse – 4 nere Impianti di risalita: 1 telecabina – 2 seggiovie – 2 ski lift – 2 tapis roulant CONTATTI Ufficio Promozione Monterosa Ski Route Ramey, 69 - Champoluc 11020 AYAS (AO) Telefono:+39 0125.303111 Fax:+39 0125.303145 E-mail:info@monterosa-ski.com Internet:www.monterosa-ski.com
Champorcher
Champorcher (1440 m.) è la stazione sciistica più vicina della Valle d’Aosta per chi proviene da Torino e Milano confina con il Parco Regionale del Mont Avic e dista solamente 21 km dall’uscita autostradale e dalla stazione ferroviaria di Pont-Saint-Martin. La stazione offre 19 km di piste, sempre ottimamente innevate, ed è adatta ad ogni tipologia di sciatore: per i principianti sono infatti a disposizione 2 campi scuola serviti da 2 tapis roulant mentre per gli agonisti la pista del Bosco, dove si allenano importanti squadre nazionali straniere (francesi, svedesi e spagnole) riserva discese emozionanti. La seggiovia quadriposto Cimetta Rossa Express in soli 5 minuti permette di raggiungere la partenza della pista n. 13 posta a 2500m dalla quale si gode un panorama indimenticabile con vista sul Monte Cervino, sul Monte Rosa e sul Ghiacciaio della Rosa dei Banchi. Champorcher è inoltre meta ideale per gite di sci alpinismo con percorsi riservati a contatto con la natura. Stazione di Champorcher 19 km di piste: 4 blu – 13 rosse – 4 nere Impianti di risalita: 1 telecabina – 2 seggiovie – 2 ski lift – 2 tapis roulant CONTATTI Ufficio Promozione Monterosa Ski Route Ramey, 69 - Champoluc 11020 AYAS (AO) Telefono:+39 0125.303111 Fax:+39 0125.303145 E-mail:info@monterosa-ski.com Internet:www.monterosa-ski.com
Durante il periodo estivo sono numerosissime le passeggiate e le escursioni che è possibile effettuare. Non particolarmente difficoltosa la gita a Cheneil, da dove si gode di una splendida vista sulla Valtournenche e sul Cervino, in un contesto naturale particolarmente suggestivo. “Le Gouffre de Busserailles” è un‘altra frequentata meta di escursione. Per gli amanti dello sci Valtournenche, sotto la pittoresca catena delle Grandes Murailles, ha sviluppato un vasto comprensorio tra il Monte Roisetta e la Gran Sometta, con grandiose vedute sul Cervino. Ai 2982 metri delle Cime Bianche parte inoltre il collegamento con il comprensorio di Breuil-Cervinia.
Valtournenche
Durante il periodo estivo sono numerosissime le passeggiate e le escursioni che è possibile effettuare. Non particolarmente difficoltosa la gita a Cheneil, da dove si gode di una splendida vista sulla Valtournenche e sul Cervino, in un contesto naturale particolarmente suggestivo. “Le Gouffre de Busserailles” è un‘altra frequentata meta di escursione. Per gli amanti dello sci Valtournenche, sotto la pittoresca catena delle Grandes Murailles, ha sviluppato un vasto comprensorio tra il Monte Roisetta e la Gran Sometta, con grandiose vedute sul Cervino. Ai 2982 metri delle Cime Bianche parte inoltre il collegamento con il comprensorio di Breuil-Cervinia.
Torgnon è la stazione ideale per agonisti, virtuosi del free style, principianti e bambini. Neve, sole, boschi, piste per tutti i livelli, snow park, fun park, alberghi a misura di famiglia. Un concentrato di emozioni, un’infinità di possibilità, anche per lo sci di fondo. Dove divertimento, relax e spensieratezza sono la ricetta migliore per dimenticare lo stress e la routine di tutti i giorni.
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Torgnon
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Torgnon è la stazione ideale per agonisti, virtuosi del free style, principianti e bambini. Neve, sole, boschi, piste per tutti i livelli, snow park, fun park, alberghi a misura di famiglia. Un concentrato di emozioni, un’infinità di possibilità, anche per lo sci di fondo. Dove divertimento, relax e spensieratezza sono la ricetta migliore per dimenticare lo stress e la routine di tutti i giorni.
Lussuoso campo base oltre i 2000 metri di quota da cui raggiungere i 3480 metri di Plateau Rosà. Una stazione dove tutto è oltre il limite: i 150 km di piste che diventano 350 con il collegamento internazionale di Zermatt, i 12 km della mitica pista del Ventina, il fuori pista, l’heliski, lo sci estivo, le scuole di sci, gli impianti nuovi, veloci e confortevoli.
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Breuil-Cervinia
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Lussuoso campo base oltre i 2000 metri di quota da cui raggiungere i 3480 metri di Plateau Rosà. Una stazione dove tutto è oltre il limite: i 150 km di piste che diventano 350 con il collegamento internazionale di Zermatt, i 12 km della mitica pista del Ventina, il fuori pista, l’heliski, lo sci estivo, le scuole di sci, gli impianti nuovi, veloci e confortevoli.
Gressoney-La-Trinité è una stazione alpina di rinomanza internazionale, è attrezzata e frequentata per le ascensioni alpinistiche nel gruppo del Monte Rosa e per la pratica degli sport invernali: fa parte del comprensorio sciistico Monterosa Ski, che, con i suoi 150 chilometri di piste, è uno tra i più estesi e suggestivi d’Europa. A Gressoney-La-Trinité (dove c’è anche una bella pista di fondo) gli impianti salgono ai 3000 metri del Passo dei Salati, al confine con il Piemonte e fino ai 3.275 metri dell’Indren. Stafal è la porta di accesso ai percorsi più entusiasmanti di fuoripista e di sci-alpinismo che raggiungono il Monte Rosa, fino ai 4459 metri della Punta Gnifetti.
Gressoney-La-Trinité
Gressoney-La-Trinité è una stazione alpina di rinomanza internazionale, è attrezzata e frequentata per le ascensioni alpinistiche nel gruppo del Monte Rosa e per la pratica degli sport invernali: fa parte del comprensorio sciistico Monterosa Ski, che, con i suoi 150 chilometri di piste, è uno tra i più estesi e suggestivi d’Europa. A Gressoney-La-Trinité (dove c’è anche una bella pista di fondo) gli impianti salgono ai 3000 metri del Passo dei Salati, al confine con il Piemonte e fino ai 3.275 metri dell’Indren. Stafal è la porta di accesso ai percorsi più entusiasmanti di fuoripista e di sci-alpinismo che raggiungono il Monte Rosa, fino ai 4459 metri della Punta Gnifetti.
Le infrastrutture per gli sport invernali permettono a Gressoney-Saint-Jean la pratica dello sci alpino (con uno sviluppo di oltre 13 chilometri) e dello sci nordico, con un tracciato che si snoda per 25 chilometri tra boschi e magnifiche vedute sui ghiacciai, lungo il quale, nel mese di gennaio, si svolge la gara internazionale di sci nordico denominata Monterosalauf. Gressoney è punto di partenza privilegiato per escursioni alpinistiche e traversate; sono inoltre possibili numerose camminate grazie ad alcuni impianti di risalita in funzione anche nel periodo estivo. Da Gressoney-Saint-Jean parte inoltre l’Alta Via n°1 della Valle d’Aosta, itinerario escursionistico che porta a Courmayeur.
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Gressoney-Saint-Jean
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Le infrastrutture per gli sport invernali permettono a Gressoney-Saint-Jean la pratica dello sci alpino (con uno sviluppo di oltre 13 chilometri) e dello sci nordico, con un tracciato che si snoda per 25 chilometri tra boschi e magnifiche vedute sui ghiacciai, lungo il quale, nel mese di gennaio, si svolge la gara internazionale di sci nordico denominata Monterosalauf. Gressoney è punto di partenza privilegiato per escursioni alpinistiche e traversate; sono inoltre possibili numerose camminate grazie ad alcuni impianti di risalita in funzione anche nel periodo estivo. Da Gressoney-Saint-Jean parte inoltre l’Alta Via n°1 della Valle d’Aosta, itinerario escursionistico che porta a Courmayeur.
Food Scene
Bar Comola Bikafé
4 Via Roma
Hotel Crabun
3 Via Nazionale per Donnas
Piatti della tradizione valdostana.
H&H Hotel Stendhal e Hosteria "La posa de Bertolin"
Piatti della tradizione valdostana.
La Kiuva - Ristorante e Cantina con Cucina Tipica di Arnad
42 Frazione Pied de Ville
Ristorante Les Caves
99 Via Roma
Molto caratteristico e intimo con la presenza di un bel camino.
Trattoria Ramo Verde
42 Via Torino
Molto caratteristico e intimo con la presenza di un bel camino.
Ristorante da Giovanni
3 Via Fontanariola
Pasticceria Tessaur & C Snc
100 Via rue E.Chanoux
Dal Fornaio Pasticciere Di Ficarra E C. Snc